“Ogni neonato che aiutiamo a venire al mondo con dolcezza, ogni neonato che allattiamo, ogni madre che proteggiamo, sosteniamo, onoriamo,

è un passo avanti verso una società globale sana e in pace.” Ibu RobinLim

venerdì 25 maggio 2012

Fare Spazio

Quando si hanno due bambini di sesso ed età diversi, l'arrivo del terzo comporta necessariamente dei cambiamenti logistici. La cameretta diventa quindi oggetto di mille dinamiche. Organizzative, psicologiche, emotive. Sistemare, riorganizzare, spostare, modificare. Sono azioni impegnative. 
Per di più in questi giorni il caldo inizia a farsi sentire e il pancione aumenta a dismisura portandosi dietro maggiori difficoltà di movimento e agilità.  Ed è così che mi ritrovo a desiderare di essere Alice nel Paese delle Meraviglie, dove tutto è relativo e tutto si può modificare. Anche le dimensioni delle stanze e del mobilio! Vorrei trasformare il pesantissimo vecchio armadio di 40 anni fa in un piccolissimo armadietto da infilare in tasca e trasportare senza fatica,  senza alcuna confusione, senza lasciare tracce !!(specialmente sul parquet, reso ormai irriconoscibile  per via degli innumerevoli graffi)!

Ma si sa, i bambini portano un certo scompiglio.
Il loro arrivo non è mai in sordina. Quasi mai composto e silenzioso. Sono la Vita che irrompe e che ci spinge ad andare avanti.  Con impeto e forza. Obbligandoci a dei cambiamenti. Ed è così che le modifiche in casa diventano simbolico movimento di apertura e di accoglienza verso il nuovo arrivo.
Fare spazio diventa quindi l'imperativo categorico degli ultimi mesi di gravidanza.
Fare spazio comporta eliminare il vecchio per lasciare spazio al nuovo.
Significa spostare quello che è sempre stato immutato per rendere tutto più funzionale.
Significa rinunciare a qualche elemento ad uso esclusivo personale per metterlo a disposizione di chi arriverà.  Significa cambiare dentro e fuori di sé.

Significare lasciare che il proprio ventre si allarghi, che i fianchi si modellino in modo nuovo, che il corpo faccia spazio alla rapida crescita del bambino dentro di sé.   Ma significa anche dargli uno "spazio mentale". Eliminare vecchie abitudini, vecchi modi di essere, per acquisirne di nuovi. Trovare nuovi equilibri, rendersi più funzionali alla nuova situazione. E significa anche sapersi fermare. Respirare. Meditare. Riflettere.  E cambiare la propria "cameretta mentale" in una cameretta davvero su misura della nuova famiglia!

Purtroppo non mi chiamo Alice e non sono neppure l'ombra della bionda ragazzina del Paese delle Meraviglie! Sono una donna, ormai molto più che ragazzina, e non possiedo nessun biscottino "riduci dimensioni"! Mi tocca quindi faticare per fare scatoloni, liberare vecchi armadi e chiedere aiuto agli uomini di casa per traslocare il vecchio e montare il nuovo!
Già. Alla fatica non si sfugge. Così come non si sottraggono ad essa gli altri figli più grandi, che, disorientati dalla perdita provvisoria dei loro letti e dei loro punti di riferimento, devono fare enorme esercizio di pazienza e di accettazione. 

Proprio come durante un parto.
Proprio come succede sempre nella vita reale.
Una fatica che va semplicemente accettata, attraversata, affrontata. Mettendo in atto tutti gli strumenti che inaspettatamente ci ritroviamo ad avere ed attivando tutte le nostre potenzialità. 
Perché è solo così che il risultato finale sarà davvero eccellente!
Solo affrontando la fatica di un trasloco ci si può regalare una sistemazione migliore.
Solo affrontando i notevoli cambiamenti delle proprie camerette i bambini più grandi iniziano a percorrere  la strada dell'accoglienza serena del fratellino in arrivo.
Ed è solo rendendosi capaci di "fare spazio" in tutti i sensi al nuovo bebè che si inizia davvero ad essere i suoi incredibili genitori!!

martedì 17 aprile 2012

una Festa per la Famiglia


 La "Carovana della Famiglia", promossa in occasione dell'imminente Raduno Mondiale delle Famiglie a Milano, arriva a Rozzano! La città festeggia e apre il dialogo tra le famiglie e l'amministrazione comunale.
Tra le associazioni presenti ci saremo anche noi! Venite a trovarci e partecipate al dibattito!
VI ASPETTIAMO DOMENICA 22 APRILE DALLE 14.30 ALE 18.30 PRESSO LA BIBLIOTECA/CASCINA GRANDE A ROZZANO (MI)!!

domenica 15 aprile 2012

Sondaggio: dove dorme il tuo bambino?

Dato l'argomento di grande interesse per tutti, vi invitiamo a partecipare al sondaggio lanciato dal Melograno. "Dove dorme il tuo bambino?" Dedicato ai genitori di bambini da 0 a 3 anni. Potete anche selezionare risposte diverse contemporaneamente.... d'altronde in questo campo.., ogni giorno è una storia a sé!
Partecipate numerose e passate parola! Siamo curiose di sapere dove dormono davvero i nostri figli!!! E siate sincere!!!  Il sondaggio si chiude tra una settimana!

Nanna e Dubbi

Inizio questo post condividendo con voi questo stralcio di mail di una mamma del Melograno:

"....con l'inizio dello svezzamento ha iniziato a risvegliarsi, inizialmente per pochi minuti e una/due volte al massimo. con un pò di tetta prima e acqua poi nel giro di una ventina di minuti si riaddormentava e lo rimettevo nel suo letto. da quando ha messo i dentini quando si sveglia non ne vuole più sapere di tornare nel suo lettino. ho provato a fare qualche notte rimettendolo giù tutte le volte che si riaddormentava, ma il risultato era semplicemente un risveglio ogni 20 min per lui e notti insonni per noi. al che abbiamo deciso di portarlo nel lettone e li, se non ha disturbi particolari, dorme bene.... noi dormiamo meglio, ne abbiamo parlato e non ci dà particolare fastidio.
Naturalmente quando dici questa cosa in giro ottieni sguardi di riprovazione, come se stessi crescendo un bamboccione, oppure di pena (poveri genitori senza più una vita intima-cosa che tra l'altro non è vera..) e nessuna mamma ha questo problema (ah il mio dorme tutta la notte da quando ha 5 settimane...potremmo aprire un discorso lungo mesi sulla capacità delle madri di promuovere il loro prodotto...)
.... me ne frego di tutto, ma la cosa che davvero mi preoccupa è se sto facendo il bene per mio figlio oppure se gli sto dando troppo. Sono a posto con mio marito. Gli altri, con stizza, sto imparando a ignorarli, quello che mi resta è questo dubbio.... " 

Quello che mi ha colpito non è tanto la dinamica legata alle vicissitudini di sonno di questo bambino. Dinamiche molto comuni e di cui discutiamo spesso nei nostri gruppi, ma è in particolare questa domanda: "....così facendo sto davvero facendo il bene di mio figlio?". Quello che mi colpisce non è il fatto che una mamma si ponga questa domanda. E' ovvia, legittima e direi quotidiana per tutte noi su ogni fronte! Quello che mi colpisce è il contesto.
Ci poniamo questa domanda nel momento in cui non abbiamo alcun segnale che le cose stiano andando male! Mi spiego meglio. I genitori in questione hanno discusso l'argomento, sono entrambi d'accordo sulla possibile soluzione, l'hanno sperimentata con successo e la vivono molto serenamente. Il loro bambino sta bene. E' sano e e cresce bene su tutti i fronti. Dorme molto più a lungo e serenamente di prima. E' apparentemente una situazione tranquilla. Dove sta dunque il problema? Perché mai si sente l'esigenza di chiedersi se si sta facendo tutto bene? Mi sarebbe sembrato più congruo porsi questa questa domanda nel momento in cui questo bambino avesse pianto da solo per ore nel suo lettino da giorni. Da dove proviene dunque questo dubbio atroce in una situazione tanto pacifica?
Questo mi colpisce.
Questo mi rammarica.
Perché questo è lo specchio della nostra società. Dei "fantasmi" che genera la nostra ignorante cultura. Fantasmi di dubbi e timori che insinua nella fragile mente di noi mamme. Fantasmi legati alle indicazioni di una cultura che vuole un neonato assolutamente e precocemente indipendente dalle cure genitoriali e una generazione di ventenni attaccati alla gonnella di mammà! Una cultura che non riconosce la competenza materna e la potenza dell'istinto di accudimento dei genitori, ma che tende a svilire, a denigrare, a deridere... mentendo spudoratamente a se stessa e arrivando a tradire perfino la più utile arma a nostro favore: la solidarietà femminile!
Quale tristezza leggere queste parole!
Quanta solitudine e quante sofferenze celano le apparenti storie perfette delle nostre vicine di casa!
Quanta sfiducia viene generata nelle donne e nella loro competenza materna!
Coraggio carissimi mamma e papà del Melograno! Coraggio perché la risposta al vostro dubbio ce l'avete già dentro di voi. La leggete ogni giorno negli occhi felici di vostro figlio! 

a proposito di NANNA, VI INVITO A LEGGERE ALCUNI INTERESSANTI ARTICOLI SUL NOSTRO SITO NELLA SEZIONE APPROFONDIMENTI: LA NANNA - www.melogranomilanosud.org

giovedì 5 aprile 2012

Sostieni il Melograno!


L’associazione di promozione sociale Il Melograno, centro informazione maternità e nascita, lavora dal 1981 a sostegno delle neo madri, dei loro bambini, della loro “nuova” famiglia. Se hai piacere di sostenerci, puoi versare il 5 per mille, indicando il codice fiscale dell’associazione nazionale sul modello predisposto nella dichiarazione dei redditi 2010
94088100261
Il contributo del 5 per mille ricevuto dalla nostra associazione, è destinato  progetti e iniziative a sostegno della maternità, verificabili presso la nostra associazione. Grazie del tuo aiuto!

mercoledì 4 aprile 2012

Immagini di "Fà la Cosa Giusta!"

Ed eccoci reduci della 3 giorni di fiera FA LA COSA GIUSTA! E' stata una esperienza bellissima, intensa, che ci ha coinvolto molto.  Questo è l'estratto del resoconto dell'ufficio marketing degli organizzatori: 
"L'edizione 2012 di Fa' la cosa giusta! si è chiusa con oltre 67mila presenze. I 29mila m2 di spazio espositivo hanno ospitato oltre 700 aziende, associazioni e realtà dell'economia sostenibile, divise nelle 11 sezioni tematiche. Grande la soddisfazione da parte degli espositori che hanno incontrato un pubblico sempre più consapevole ed interessato ai prodotti e ai servizi sostenibili. Il Progetto Scuole ha coinvolto circa 2000 studenti appartenenti a 100 scuole di ogni ordine e grado, che hanno partecipato al fitto calendario di percorsi guidati e laboratori oppure hanno visitato liberamente la fiera. Anche la stampa ha dimostrato notevole interesse. 700 i giornalisti accreditati e un'ampia copertura stampa da parte delle principali testate nazionali e una capillare presenza sugli organi di informazione locale.  Fa' la cosa giusta! è stata caratterizzata anche da un fitto programma culturale: 270 tra incontri, mostre,
laboratori e spettacoli teatrali, tutti molto apprezzati dal pubblico."
Da parte nostra abbiamo potuto distribuire il nostro materiale a quasi 500 donne!! ci ha fatto tanto piacere vedere così tante mamme e future mamme interessate alle tematiche della fiera. che sia un buon segno per il futuro dei nostri figli?? 
Ecco le nostre immagini:

LO STAND
L'ARRIVO
ACCREDITAMENTO ESPOSITORI
L'ALLESTIMENTO


CONSULENZE PRESSO LO STAND

lunedì 19 marzo 2012

il Melograno su You Tube

Vi invitiamo a visionare il nostro nuovissimo canale youtube!
Una selezione dei filmati più significativi o utili che ci piace condividere con voi.
Per il momento sono pochi, ma ne aggiungeremo molti altri. Continuate a seguirci!
http://www.youtube.com/user/melogranomilanosud

Ma scherziamo?!


“Ma è una presa in giro o parlano seriamente??”
Giuro che questo è stato il primo pensiero che mi ha attraversato la testa quando ho letto questo articolo che proviene direttamente dal sito ufficiale della Regione Lombardia. Ve ne riporto un estratto:
“8 marzo 2012 
... Nel giorno della festa della donna il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha voluto recarsi alla clinica Mangiagalli a Milano per salutare le mamme ricoverate al secondo piano del centro nascita più grande d'Italia, tra i più prestigiosi d'Europa....
Formigoni ha salutato alcune puerpere nella giornata internazionale della donna. In particolare mamma Laura di 31 anni ha detto sorridente accanto al presidente nella sala culle: “A 11 ore dal parto sono già in piedi! - È tutto merito dei medici e di coloro che collaborano per far funzionare questa struttura".... Mangiagalli protagonista - con la sua storia di oltre 100 anni e la sua eccellenza - anche nella giornata della donna. Qui, nel 2011, sono nati 6.721 bambini: Il 36,9 per cento dei parti è avvenuto tramite taglio cesareo....” (Lombardia Notizie)  

Sono rimasta senza parole per un po’!!!
Già in piedi a 11 ore dal parto???? Grazie all’eccellenza della sanità lombarda???
MA STIAMO SCHERZANDO???
Scusate ma non sono scema e non mi piace essere presa in giro!!
Una donna qualsiasi in buona forma fisica con una gravidanza fisiologica e un parto vaginale naturale senza complicanze a 11 ore dal parto potrebbe correre una maratona! Da sola, senza bisogno di alcuna assistenza particolare nel super ospedale milanese! E’ ovvio che sto esagerando... ma lo faccio volutamente, perchè considero quanto scritto un insulto alla potenza generatrice di ogni donna.
Le donne hanno una forza fisica e mentale immensa quando è permesso loro di esprimerla e viverla. Quando le condizioni che la circondano sono favorevoli e di sostegno, quando non vi sono interventi esterni che disturbano o la annientano. Il sottotitolo del nostro blog ha sottolinea proprio questa competenza innata femminile e materna che troppo spesso ci viene derubata! Sì, derubata per trasferirla invece all’esterno, per decantare la bravura di chi invece ha ben pochi meriti.
Donne! insomma! Vogliamo continuare a festeggiare la festa della donna facendo finta che ci interessino gli spogliarelli maschili e uscendo per locali una sera all’anno.. o ci decidiamo ad alzare la testa ogni giorno della nostra vita nel deciso tentativo di riaffermare noi stesse e le nostre immense competenze???
Rompiamo il silenzio e usciamo dal torpore culturale nel quale siamo immerse! Pretendiamo il rispetto! Vero e profondo, in ogni aspetto della nostra vita, primo di tutti quello della nostra competenza a partorire ed accudire i nostri figli. 
Concludo questo amaro commento, sottolineando come uno dei dati riportati per dimostrare l’eccellenza della struttura Mangiagalli sia il numero dei cesarei. Ben il 36%!
Forse il giornalista che ha scritto l’articolo non ha ben presente che un numero così elevato di cesarei indica una struttura molto lontana dalle raccomandazioni OMS circa le buone pratiche per il parto, secondo le quali una struttura dovrebbe avere un tasso di cesarei inferiore al 15%!! Per non parlare dell’enorme numero di nascite annuali!
Come se far nascere 20 bambini al giorno garantisse quella assistenza “one to one” (un  ostetrica per ogni donna) che tanto favorisce il benessere ottimale di mamma e bambino!
Povere donne e povera Lombardia...

Donne e Violenza Ostetrica

Prendendo in prestito alcuni scritti di una ostetrica del Melograno prematuramente scomparsa, e dopo una lunga riflessione condivisa con le altre nostre sedi e la sua fondatrice Tiziana Valpiana, ho deciso di condividere il tema anche con voi. Il tema non è dei più semplici, ma considerato il mese di marzo, direi che è assolutamente pertinente.
Abbiamo appena “celebrato” la festa della donna, e senza entrare nel merito di questa stessa, mi addentro invece nel tema della violenza sulle donne. E ancora più in particolare, nel tema della violenza ostetrica.
Sì, avete capito bene.
Violenza sulle donne durante il parto/nascita e immediato dopo parto. Perchè la violenza è cosa sottile e tremenda.
La violenza ostetrica è stata considerata ufficialmente una delle 19 forme di violenza sulle donne all’interno di una famosa legge Venezuelana nel novembre del 2008, e più volte ripresa in documenti di vario tipo. (vedi post successivi)
Con violenza ostetrica si intendono tutte quelle pratiche che in diversi modi minano la sicurezza e la salute fisica di mamma e bambino, nonchè il loro benessere psicologico e mentale. Pratiche spesso scientificamente inutili, non supportate dalle evidenze, o considerate esplicitamente dannose.
Si pensi alle visite inutili in travaglio ogni ora e da più operatori quando l’O.M.S. parla di controlli, se necessari ogni 4 ore;  alle episiotomie che non dovrebbero essere più del 10/15 % e che invece vengono eseguite al 60 /70% delle donne con gravi ripercussioni sulla loro vita sessuale futura; alla  manovra di Kristeller  che potrebbe essere tollerata per non più del 3/4%  dei casi, mentre invece viene praticata di routine nelle sale parto, (pratica che andrebbe abolita per i gravi rischi che possono conseguirne alla madre e al bambino, dei quali quello minore è la rottura delle costole materne); alla dilatazione manuale; al taglio cesareo che aumenta di quattro volte rispetto al parto spontaneo il rischio di morte materna.
Ma si pensi anche solo alla limitazione di muoversi o di assumere cibo e bevande, all’obbligo di rimanere sole in ambienti sconosciuti senza il conforto di una persona scelta dalla donna stessa ( al sud questo è frequentissimo); al non poter tenere sempre con sé il proprio bambino; al consenso informato firmato appena si entra in ospedale che dà la facoltà al medico di fare ciò che vuole e lo mette al riparo dalle denunce; alla mancanza di informazioni statistiche accurate su ciò che si fa nell’ospedale incluse le quantità degli interventi ed i risultati...
Sembra assurdo considerare tutto questo una violenza, eppure le tante donne che ho incontrato in questi anni denunciano troppo spesso questo “sentire”.
Nessuna forse avrebbe mai la forza di denunciare un ospedale per violenza subita, ma molte, troppe, raccontano in sede privata un dolore mai sopito. Una ferita mai chiusa. Una lacerazione interiore che nessuna cicatrice fisica può considerare guarita.
I racconti evidenziano una realtà molto più drammatica di quello che si pensa. Le conseguenze di questi vissuti sono molteplici e duraturi. Molto più spesso di quanto si sappia, sono anche all’origine di tante separazioni di coppia e di depressioni post partum.
E i numeri sono molto più alti di quello che si immagina. In ogni parte del mondo.

Per il momento non aggiungo altre parole, ma vi invito a prendere visione dei post successivi e dei video in essi indicati.

Donne e Non Violenza


Nel 2007 Il Movimento Non Violento  a nome di Tiziana Valpiana, sottoscriveva una mozione in difesa della donna contro la violenza ostetrica. Il tema è stato ripreso anche in parlamento, anche se non si sono ancora raggiunti gli obiettivi di tutela che ci si era posti.
Questo commovente filmato girato da alcune ostetriche bergamasche negli ospedali italiani illustra questa mozione e... ci apre i cuori e la mente!
condividetelo!   lo trovate nel nostro canale youtube col nome "parto e nascita senza violenza" http://www.youtube.com/user/melogranomilanosud 

Venezuela e Italia


Legge contro la violenza ostetrica in Venezuela. 25 novembre 2008

VENEZUELA Diritto ad una vita libera dalla violenzaIl 25 novembre  l'Assemblea Nazionale della Repubblica Bolivariana di Venezuela ha approvato all'unanimità una Legge Quadro sul diritto delle donne a  vivere una vita senza violenza. Alla seduta hanno partecipato più di  4000 donne di tutti i settori sociali e politici.Questa legge, che è stata approvata proprio nella giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, identifica 19 forme di violenza contro le donne: psicologica, fisica, domestica, sessuale, lavorativa, patrimoniale ed economica, ostetrica, istituzionale, simbolica; inoltre la sterilizzazione forzata, il traffico e la tratta, le molestie, lo stupro, la prostituzione forzata, la schiavitù sessuale. Nella norma si stabiliscono meccanismi per rendere effettivo l'esercizio dei diritti umani delle donne e, in materia processuale, si stabilisce la creazione di organi specializzati nella giustizia di genere come i Tribunali della Violenza contro le donne. L'abuso sessuale nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli studi medici sarà punito con una pena che va da 1 a 3 anni di carcere; il traffico e la tratta con una pena che va da 15 a 20 anni.La legge identifica inoltre la violenza ostetrica, definendola come una situazione in cui la donna non è curata opportunamente ed efficacemente; è obbligata a partorire in posizione supina e le viene negata la possibilità di vedere il suo bambino appena nato; viene alterato il procedimento normale del parto e viene praticato un cesareo inutile. Con la nuova legge questo tipo di maltrattamento sarà considerato un reato e sarà multato con una sanzione che va da 3.230 a 6.241 dollari e con l'apertura di un procedimento disciplinare a carico del medico. Malgrado le forti pressioni contrarie messe in atto da alcuni mezzi di comunicazione e da alcuni settori della società, l'Assemblea Nazionale ha approvato questa legge con il grande appoggio di donne delle organizzazioni politiche, accademiche e professionali. Fonte Adital (www.adital.com.br)

Un solo commento: e meno male che l’Italia dovrebbe essere uno dei “grandi paesi del mondo”! Ma finiamola con queste baggianate! Il nostro povero paese sta crollando sotto tutti i fronti e il modo in cui una donna è trattata durante il suo percorso nascita è indicativo di un intera cultura!

Poster "i Diritti delle Donne"


Vi riporto per intero questo documento invitandovi a visionare anche il video ad esso relativo nel nostro nuovo canale youtube   http://www.youtube.com/user/melogranomilanosud
E’ un video intenso, ma utilissimo per risvegliare le nostre coscienze assopite!


sabato 10 marzo 2012

Un Video per la Tua Attesa



Abbiamo il piacere di segnalarvi un bellissimo e utile dvd sulla gestione della      gravidanza e la preparazione al parto, realizzato dal Melograno in collaborazione  con ARS MEDICA. Un DVD piacevole, che si può' visionare tutto insieme oppure  vederlo a "pezzi" a seconda della tematica che più vi interessa.  Allegato trovate un  opuscolo con consigli,  tutele normative e  buone abitudini per affrontare la  gravidanza in tutta salute.
In vendita a 15 euro. Richiedilo alla segreteria, vi daremo tutte le info  necessarie per poterlo ricevere comodamente a casa tua. (info.melograno@gmail.com)

venerdì 9 marzo 2012

Parto e Maternage: confronto tra donne e culture



In occasione dell'iniziativa REGALIAMOCI LA DIVERSITA'organizzata dal  Comune di Rozzano(MI)  in collaborazione con la Consulta Multietnica  presso la Biblioteca Civica, Il Melograno presenterà un interessante video  sull'importanza del momento della gestazione, sulla gestione attiva e  consapevole del proprio parto, e più in generale sulle pratiche di  accudimento naturale dall'allattamento, al massaggio, al cosleeping...
Il video lancerà la discussione sul confronto delle pratiche di  parto e maternage nelle diverse le culture. La presenza delle donne  straniere renderà vivo e interessante questo incontro stimolandoci una  profonda riflessione sul nostro modo di approcciare la maternità.
INIZIATIVA BELLISSIMA DA PREMIARE CON LA VOSTRA  PRESENZA!
ingresso libero, il 24 MARZO alle ore 15.30 presso la biblioteca degli adulti a Rozzano (mi). Nella attigua biblioteca dei ragazzi sarà possibile iscrivere i propri bambini ai laboratori del sabato pomeriggio, così da poter seguire il dibattito con maggiore libertà.

lunedì 5 marzo 2012

Mamma Creativa


Continuiamo la nostra riflessione sui giochi e giocattoli per i piccolissimi, condividendo con voi queste significative immagini.
Nata da un nostro suggerimento rispetto ad una proposta ludica per un bimbo intorno agli 8/9 mesi, una mamma ha realizzato dei bellissimi PANNELLI TATTILI/MULTIATTIVITA’.
Superandoci in inventiva e creatività ha realizzato un vero e proprio angolo tattile superattrezzato. Degno del migliore degli asili nido! Lo mostriamo non solo per darvi delle idee, ma anche per farvi capire quanto possa essere semplice creare qualcosa di molto bello e utile. 
I pannelli tattili sono generalmente superfici rivestite di vari materiali/oggetti che i bambini possono divertirsi a scoprire e gustare. Possono esserci tante “piastrelle” ognuna con un materiale diverso (le basi sono costituite da mattonelle di legno, plastica o cartoncino ondulato...), possono essere tutte separate tra loro e usate a terra (ad esempio come percorso tattile da fare coi piedi nudi), oppure attaccate al muro per essere esplorate soprattutto con le mani.
I Pannelli Multiattività possono essere dei cubi o delle mattonelle o delle “trapunte” appositamente attrezzate, che danno al bambino la possibilità di cimentarsi in varie attività (allacciare le stringhe, infilare-sfilare, abbottonare-sbottonare, staccare-attaccare, etc..)
In questa sede non entriamo nel dettaglio delle proposte suddette, ma vi invitiamo ad ammirare questa bellissima opera fai da te di una super mamma normalissima!! 
(particolare non di poco conto: questi pannelli sono stati regalati in occasione del Natale. complimenti per l’idea utile e intelligente!) 

I pannelli sono 3, di compensato, molto grandi,  con incollati sopra pezzi di zerbino, pannello di sughero, spegne di vari colori e forme, interruttori di vario tipo, specchio, tessuti vari, oggetti in rilievo, cinture, fotografie, nastri, cerchi colorati..... Completano il tutto due parallelepipedi rivestiti di tessuto colorato. Ottima soluzione per circoscrivere l'ambiente senza "rinchiudere" il pupo in uno spazio ristretto e disordinato quale di solito è il comune "box". E immaginiamo quante meravigliose avventure vivrà il nostro piccolo amico una volta diventato un po' più grandino con questi stupendi cuscinoni! 





















Non vi resta che prendere spunto e divertirvi coi vostri bimbetti e ringraziare la "nostra" mamma che ha condiviso con noi questo suo lavoro!

domenica 4 marzo 2012

Piccolissimi "noiosi" o "annoiati"?


Piccolissimi? Ma cosa gli faccio fare?? Peluche, giostrine, sonaglietti... dopo pochi istanti li ritroviamo desolatamente per terra con i bimbi nervosi e agitati. Ma possibile che così piccolini siano già così "vivaci"? Qualsiasi cosa proponiamo, lo intrattiene solo per pochi minuti. Non riescono a stare fermi un attimo, si agitano nella sdraietta, si divincolano nel passeggino, piangono disperati dentro al box! Ma possibile che non gli va bene niente?!?
Non avete mai pensato che forse si stano annoiando?? Possibile annoiarsi a 7/10 mesi? Possibile che quel giocattolo nuovissimo tutto suoni e lucette lo abbia già stufato? Pensiamoci bene. Anche noi quando "subiamo" un intrattenimento qualsiasi alla lunga iniziamo a manifestare insofferenza, figuriamoci un bimbetto sotto l'anno i cui sensi più spiccati sono quelli del tatto e del gusto che raramente riescono ad attivare liberamente quanto e come vorrebbero. Al posto di credere che ci sia qualcosa che non va nei nostri figli, o etichettarli subito come "bimbi che non vogliono stare da nessuna parte", proviamo a pensare che questa sia una dote meravigliosa! Che i nostri figli non si accontentano della banalità, che vogliono scoprire, conoscere, esplorare, divertirsi, rimanere impegnati! Non sono "noiosi", ma "annoiati"! sono molto più intelligenti di quello che noi ci aspettiamo. Non deludiamoli con proposte banali! Proponiamo loro qualcosa di realmente stimolante e vedrete che la loro capacità di attenzione vi sbalordirà, e le loro competenze si svilupperanno incredibilmente!

Di seguito troverete alcuni suggerimenti. Vi invitiamo a visionare le schede dettagliate sul nostro sito. 

Verso i 4/5 mesi i bambini sono in grado di afferrare e tenere in mano con consapevolezza ed intenzione gli oggetti,  nello stesso periodo iniziano a sperimentare il passaggio dalla posizione supina a quella prona. Queste nuove competenze gli danno la possibilità di sperimentare tantissimo. Possono finalmente toccare, manipolare, “assaggiare”, percepire oggetti dalle molteplici forme, colori, e soprattutto consistenza.  E’ quindi importante potergli proporre una vasta gamma di oggetti tutti diversi tra loro. Non i soliti giocattoli che alla fine sono sempre tutti uguali, tutti di plastica e con pochissime variabili di esplorazione. Ma oggetti di materiale diverso, con sapori vari, che regalino sensazioni molto particolari e interessanti.

A questo proposito vi invitiamo a leggere la scheda sul “cestino dei tesori” ideato da E.Goldschmied, sul nostro sito: www.melogranomilanosud.org (sezione approfondimenti)
Quando poi i bambini raggiungono  nuove capacità di movimento, come gattonare e stare seduti da soli a lungo, contemporaneamente iniziano a migliorare anche la propria “motricità fine” e ad ampliare la gamma delle proprie sperimentazioni. I bimbi dai 10 mesi in su iniziano a provare interesse per le azioni di “aprire e chiudere”, “stringere e lasciare”, “mettere dentro e tirare fuori”, “ruotare”, “impilare”, “infilare” etc..
Quindi abbiamo da un lato il grande divertimento nello sperimentare tutte le sue nuove capacità corporee come gattonare, bordeggiare, strisciare, alzarsi e camminare; dall’altro li vediamo cercare qualsiasi cosa gli dia la possibilità di attivare tutte le altre competenze “fini” che abbiamo elencato prima (un esempio per tutti il classico “cestino delle mollette da bucato” da svuotare e riempire in continuazione!”)
Questa è una fase molto attiva e per certi versi molto interessante. E’ importantissimo che gli adulti lascino spazio alla sperimentazione e garantiscano al bambino lo spazio e i materiali più adatti per queste attività.

Vi invitiamo a leggere la proposta del  “gioco euristico” sul nostro sito www.melogranomilanosud.org  (sezione approfondimenti).

Concludiamo dicendo che i bambini non hanno bisogno di qualcuno che gli insegni a giocare, così come i bimbi non intendono la parola “gioco” nello stesso modo in cui la interpretiamo noi. I bambini non hanno bisogno di giocattoli, come direbbe la Montessori, ma hanno bisogno di un ambiente adeguato e di materiali adatti. I bambini, se lasciati liberi di sperimentare, trovano sempre “qualcosa con cui giocare”. Per loro il gioco è una vera e propria attività e come tale è necessariamente interessante. Se il gioco/attività è scelto bene, bene allestito e ben predisposto, il bambino si intratterrà per lungo tempo e sempre con tanta attenzione e serenità. E sarà anche molto piacevole per l’adulto che lo affianca e lo accompagna in questo bellissimo lavorìo!

Per chi desidera "provare e toccare con mano" l'efficacia delle nostre proposte relativamente alla organizzazione dello spazio e dei giocattoli dei bambini (0-3 anni e più), vi invitiamo a contattarci. Verremo a casa vostra con il nostro materiale! 

sabato 18 febbraio 2012

Una Nascita Speciale (?)


Rimanendo in tema di neve, isolamento e situazioni critiche, qualche giorno fa il telegiornale ha trasmesso la notizia della nascita di una bimba.
Cosa c’è di speciale in tutto questo, direte voi?
Bhe, diremmo che di speciale ha il fatto di essere nata in casa, con l’aiuto di un vicino. Bloccata dalla tormenta di neve in corso, la giovane mamma ha cercato di chiedere aiuto, ma la stessa ambulanza è rimasta bloccata lungo la strada resa impraticabile per la neve. I soccorritori hanno proceduto a piedi, ma nel frattempo la bimba è nata senza alcuna complicanza nel tepore della sua casa. 
Una nascita speciale.
Davvero?
Davvero credete che sia così tanto speciale?
Mio figlio di 10 anni, ascoltando insieme a me la notizia, ha commentato: “bhe? e allora? cosa c’è di così tanto speciale? perchè lo dicono al telegiornale?? Anche mia sorella è nata in casa e nessuno ha detto niente!” e se ne è andato senza capire il motivo di tanto scalpore.
Questo fatto mi ha colpita moltissimo.
E, non lo nascondo, mi ha anche inorgoglito.
Mio figlio non trova nulla di eccezionale in un parto vissuto in casa.
E l’ho considerata una cosa stupenda.
Stupenda perchè il suo vissuto di fratello maggiore di una bambina partorita a domicilio (per scelta e con adeguata assistenza ostetrica) è così ingenuo e trasparente da renderlo ancora più bello e profondo. Stupenda perchè è un vissuto che gli rimarrà dentro per sempre. Un vissuto positivo, sereno e dolcissimo che lo renderà un padre particolarmente sensibile e attento. Stupenda perchè è un vissuto che considera la nascita in casa una cosa normale, nel senso di norma/prassi, una cosa semplice, fattibile e condivisibile. Stupenda perchè tutto ciò è determinante per la sua formazione e la diffusione di un modello culturale di nascita “normale” e non eccessivamente medicalizzato. Stupenda perchè mi conferma che quello che sto vivendo e trasmettendo ora ai miei figli rimarrà per sempre impresso nella loro mente e nel loro cuore, e questo mi dà speranza circa le loro scelte e i loro vissuti futuri.
Un pediatra, recentemente ascoltato in televisione, ha detto, commentando la scelta di uno svezzamento naturale:  “anche il figlio di un mio collega è stato svezzato con il metodo dello svezzamento complementare e in modo vegetariano... ciò non toglie che a 3 anni all’asilo si sia fiondato a mangiarsi con gusto una fetta di salame!”. 
Rispondo a questo pediatra, commentando i vissuti di mio figlio, con queste parole :“per quanto una mela, cadendo dall’albero che le ha dato la vita, possa essere sospinta lontano da un colpo di vento, essa non cadrà mai troppo lontano dal suo albero!”

venerdì 17 febbraio 2012

Latte e Neve


“.....non riesco a portare a casa delle bottiglie d' acqua, ho due bambini e sono senza macchina, tre giorni che manca l'acqua e le scorte di acqua potabile sono agli sgoccioli. Ci rimangono 2 bottiglie.... io non so che fare. Tanto per farvi sapere, in paese ci sono case che non hanno nemmeno la luce, si parla tanto della mancanza della luce, e sono d'accordo, per i riscaldamenti ma anche senza acqua si muore. Possibile che nessuno pensi a distribuire dell'acqua? Qui c'è gente che prende la neve e la fa sciogliere nelle pentole, io non posso dare quell'acqua ai miei bambini. Confido che il vostro giornale, che ho sempre stimato, alzi questa questione, che mi sembra sia stata poco sottolineata. mamma G” (estratto dal sito “Libero 24x7” -17 febbraio) 
Mezza Italia si è trovata improvvisamente sotto la neve. In alcuni casi proprio schiacciata dalla neve, isolata, in situazioni di vera criticità.

Mentre osservavo le immagini drammatiche provenienti dai telegiornali mi è spesso passata per la mente la parola “emergenza”. In questi anni mi è capitato più volte di parlare e leggere di nascita e allattamento in situazioni di emergenza. Solo pochi anni fa il tema annuale della Settimana Mondiale per l’Allattamento Materno (SAM) era proprio questo. E tutto il mondo ha prestato attenzione alle situazioni disperate del dopo tsunami, dell’uragano Katrina, del terremoto ad Haiti. 
Tutte situazioni lontanissime da noi.
Così tanto lontane che quasi non riusciamo a percepirle, a viverle nel  profondo, quasi nemmeno ad immaginarle. E così, sempre troppo velocemente, si dimenticano.
Eppure nello stesso anno in cui la SAM contribuiva a diffondere importanti e utili documenti sulla gestione delle emergenze per la tutela della salute materno-infantile, proprio in Italia si è verificata una nuova emergenza. Il terremoto a L’Aquila.
Ed improvvisamente la parola emergenza è diventata vicinissima. Vicinissima ai nostri sguardi, ai nostri vissuti, ai nostri cuori. E ci siamo resi conto che le emergenze accadono anche da noi, anche ai nostri giorni, anche alle nostre mamme e ai nostri bambini.
E accadono anche solo per una semplicissima ondata di neve e freddo.
Come in questi questi giorni.
Case isolate, interi villaggi irraggiungibili, una moltitudine di famiglie senza acqua nè riscaldamento, spesso anche senza gas ed energia elettrica. E questo non per qualche ora, ma a volte per interi giorni.
Ed è così che ho ripensato molte volte alla parola “emergenza” e ai documenti con le raccomandazioni nella gestione delle emergenze in ambito materno-infantile.
Eh sì. Perchè sotto la neve, in Italia, isolati da tutto per giorni, ci sono state anche molte mamme e molti bambini. Alcuni anche molto piccoli, alcuni neonati, alcuni in attesa di nascere nel ventre caldo della propria madre. 
E non ho potuto fare a meno di pensare (scusate la deformazione professionale) alla situazione dei bambini allattati artificialmente. In una situazione nella quale anche solo reperire le giuste scorti di latte artificiale diventa difficile, immaginiamo la preparazione di un biberon di latte. Per ricostituire correttamente e in totale sicurezza il latte formulato (secondo le direttive OMS) c’è bisogno  di far bollire e sterilizzare l’acqua potabile (anche quella in bottiglia) portandola a 100°C e poi a 37°C, sciogliere la polvere nell’acqua sterile e somministrarla in un contenitore (biberon e tettarella) pulito e possibilmente sterilizzato. C’è quindi bisogno di acqua pulita e di gas (o energia elettrica) per sterilizzare il tutto. Nel caso di latte artificiale liquido la sicurezza contro la presenza dei batteri è più alta e non c’è bisogno di acqua sterilizzata, ma c’è bisogno di un frigorifero perfettamente funzionante e di scorte maggiori in quanto se ne consuma molto in brevissimo tempo. 
Lascio a voi immaginare la scena e trarre le dovute conclusioni.
Non siamo in Africa, non siamo in presenza di uno tsunami. 
Siamo in un Italia sotto la neve, eppure anche solo preparare un biberon di latte in certe circostanze può essere considerato una vera e propria emergenza.
Cosa dire allora?
Cosa dire di fronte ai contenuti dei documenti OMS che raccomandano che durante le emergenze le forniture gratuite di latte artificiale non devono essere indiscriminate e massicce ma essere rigorosamente controllate? Come si gestisce un allattamento artificiale quando non si possiede acqua sterile nè frigoriferi funzionanti?
E’ una situazione davvero così inimmaginabile, davvero così remota e lontana??
Non è forse meglio prevenire e sostenere adeguatamente la coppia mamma/bimbo anche e soprattutto durante una emergenza, preparandola ad allattare esclusivamente al seno il proprio neonato? aiutandola piuttosto a trovare un ambiente pulito e sano e nutrendola adeguatamente?
E forse allora, anche nel nostro paese, anche nella nostra comoda e facile Italia, possiamo pensare che prevenire è meglio e che allattare al seno può rappresentare una garanzia di salute e benessere in ogni circostanza, anche quella di una emergenza. 
Anche sotto la neve.

domenica 12 febbraio 2012

Zucchine e Patatine Fritte


E’ domenica. La Messa, il vestito buono, il pranzo...
Sì. Quel pranzo che dovrebbe essere IL pranzo per eccellenza. La Festa. Il momento dove la famiglia finalmente si riunisce con calma e si prende il tempo per gustare cibo e compagnia, il dolce e la dolcezza dello stare insieme. Bene. Peccato che non sempre sia così. In casa mia il momento del pranzo è un delirio che rasenta l’incubo.
Specie quello della domenica!
Ogni volta c’è qualcosa che non va.
Il sugo perchè è rosso, la pasta con l’olio perchè ha l’olio, quella con il ragù perchè ha pezzetti di cipolla che spuntano quà e là, le verdure perchè sono verdure e non sia mai che qualcuno sappia che ho ingerito impunemente delle cose di colore verde!!!!!!! E così via!
Alla faccia dell’attenzione spasmodica che ho sempre prestato all’alimentazione nella primissima infanzia!! Nessun omogeneizzato, rarissime farine precotte, e rigorosamente tutto biologico. Tanta frutta e verdura, pochissima carne (non sono vegetariana ma di certo non abuso di carne..), ottimo pesce, svariati legumi, latte di soia, yogurt bio senza zuccheri etc. etc.. Il tutto a partire dopo il 6 mese (con la mia seconda anche quasi al 9 mese), senza sospendere il preziosissimo allattamento al seno, e il tutto condiviso dall’intera famiglia. Io per prima. 
E tutto andava bene. Fino ai 3/4 anni i miei figli hanno mangiato che è un piacere. Tutto e sano. Uno dei piatti preferiti era la pasta con le zucchine e il passato di verdura. Quale soddisfazione! Il mio primo figlio non ha mai visto una merendina e ha scoperto l’esistenza delle caramelle all’ingresso della scuola materna (quando con mio enorme disappunto la maestra gliene ha data una senza il mio permesso!). Lui che mangiava cioccolato solo a Pasqua e una delle sue merende preferite era lo yogurt con la frutta fresca. 
Mio orgoglio e soddisfazione!
E quale bellissima sensazione vedere il mio nipotino di quasi un anno mangiare con gusto fusilli (interi) e fagiolini o sapere che il figlio della mia mitica socia a due anni ha come piatto preferito la pasta coi broccoli!
Insomma, un osanna alla cosiddetta “alimentazione complementare del lattante”, così come prescritto dai dettami dell’OMS, che non prende minimamente in considerazione nè omogeneizzati, nè pappe pronte, nè farine speciali pieni di conservanti, dal sapore alterato e dalla consistenza perennemente cremosa.
Ma poi cosa succede??? Cosa è successo ai miei splendidi bambini dall’alimentazione perfetta?
Non lo so. Credo siano stati contaminati dal mondo!
Da quella cultura banale che prevede che le verdure fanno schifo, che i pezzettini di qualcosa di poco identificato che spuntano nel piatto sono paragonabili al peggiore dei veleni, e che la merenda migliore è quella che porta a scuola l’amico e che si pubblicizza in televisione, e che tutto quello che dice la mamma è in generale da aborrire.
Quale delusione e fatica!
La preadolescenza mette alla prova bambini e genitori, coinvolge su tanti fronti e compromette anche i fratelli minori. Ed è così che tutto quello che hai impostato prima viene spazzato via in un attimo, che la sorellina più piccola segue come un’ombra i dettami (ridicoli) del fratello e manda a quel paese tutto quello che finora aveva gustato senza problemi. Ed il pranzo diventa un incubo!
E allora, cosa fare?
Cedere alle mode del momento? Nutrirli di omogeneizzati fino ai 3 anni e imbottirli di “merendine” durante gli intervalli scolastici? Dimenticare le verdure e proporre solo le mitiche “patatine fritte”????
Non ci riuscirei mai.
Ma non posso nemmeno più passare per la mamma “strega” che perde ogni confronto con le altre “meravigliose” mamme degli amici di scuola!
Insomma, parola d’ordine: compromessi e flessibilità!
Come sempre. Come in qualsiasi cosa. Come sto imparando a fare in ogni settore della mia vita di mamma e non solo.
Non posso essere inflessibile. Non posso essere sempre e solo ferma e rigida nelle mie idee. Per quanto idee giustissime e salutari, devo fare i conti con la psicologia. Con quella psicologia particolare che fà sì che tutti i giovani rampolli di casa nostra vogliano contrapporsi a noi e alle nostre idee. Qualunque esse siano. Qualsiasi età essi abbiano.
A due anni, come a 11; sul cibo, così come sul dormire; sui giocattoli così come sui vestiti.
Ed è così che misuriamo la nostra pazienza e il nostro stesso modo di essere.
Quanto rimanere saldi? Quanto concedere? Quanto spiegare e quanto imporre?
Difficilissimo trovare la risposta e la strada giusta.
Diffido moltissimo di tutti gli esperti che propongono “ricette” pronte e “metodi” infallibili.
Non ci credo minimamente. E so per certo che alla lunga non funzionano! Possono apparentemente risolvere un problema circoscritto, una circostanza... ma non risolvono la Vita. Perchè la Vita non si risolve. La Vita la si vive e basta. Giorno per giorno. Con tutte le fatiche, le prove, gli errori che ogni giorno ripetiamo, e che ci mettono continuamente alla prova. A noi, come ai nostri figli. 
Si deve crescere, vivere, sperimentarsi, cambiare e modificarsi ... continuamente.
Trovando giorno per giorno un nuovo equilibrio. Precario, instabile, momentaneo equilibrio... Che ci rende comunque più vere, più umane, più mamme!
Mamme che sanno di zucchine e che profumano di patatine fritte.